Le interfacce utente hanno subito notevoli evoluzioni negli ultimi decenni. Si è passati dai terminali a caratteri, ai sistemi a finestre, al web ma condividendo lo stesso approccio di base, aspettandosì cioè un utente con uno schermo a 4/3 o 16/9 con una tastiera (e un mouse).
L'unica eccezione a questo approccio fino a poco tempo fa è stata legata allo sviluppo di sistemi di comunicazione per persone diversamente abili, ma non è mai riuscita a imporre un approccio più sistematico alla gestione della stessa.
Oggi con l'avvento degli smartphone, dei tablet, e delle Internet TV questa concezione è invece costretta a cambiare.
Come possiamo infatti pensare di costringere i nostri visitatori (di un sito, di una app) a continui scroll su, giù, a destra e a sinistra come persi in una schermata evidentemente studiata per dispositivi più grandi del loro? E come possiamo pensare di obbligarli a cliccare su degli oggetti piccolissimi... per dita non proprio da pianista? E come può un utenza cellulare accettare una barra di controlli piena di funzionalità, quando lo schermo è appena sufficente per mostrargli il contenuto?
E' ora di ripensare il nostro approccio alle applicazioni e ai portali web per adattarli dinamicamente al dispositivo sul quale saranno fruiti. Occorre ripensare la vista di ogni oggetto in funzione delle possibilità del dispositivo stesso.
Quali elementi costituiscono solitamente un minimo comune denominatore delle nostre interfacce?
Elementi grafici
Il logo fortunatamente è un elemento bene accetto in ogni piattaforma, anche se può assumere un diverso significato dinamico per permettere la minimizzazione di altri elementi.
Diverso è il discorso per altri elementi grafici quali le decorazioni (sui font come sui box) che possono rendere sgradevole la lettura sui nuovi dispositivi così come sprecare pixel preziosissimi. Al contempo, siccome gli oggetti vengono renderizzati differentemente su ogni dispositivo (e sulla base della posizione del dispositivo stesso, basti pensare a quando si ruotano gli smartphone), occorre evitare di vincolarsi a dimensioni predefinite per lo studio grafico. Quindi, in generale, meglio ricordarsi qualche buona regola:
- evitare font troppo decorati che possono rendere difficile la lettura sui dispositivi mobile
- evitare colori troppo accesi (bianco compreso) che possono rendere fastidiosa la lettura su un televisore
- evitare blocchi a dimensione fissa perché gli elementi possono anche variare dinamicamente
- evitare decorazioni troppo vistose che possono sprecare pixel preziosi
Oltre a ciò occorre anche pianificare un compromesso per gli spazi pubblicitari. Su alcuni dispositivi è praticamente impossibile pensare di mostrare più banner contemporaneamente sulla schermata dell'utente, meglio piuttosto dedicarci uno spazio fisso a rotazione.
Infine un ulteriore nota la merita il layout delle schermate. Spesso sul web infatti si definiscono delle risoluzioni di destinazione e si costruisce la pagina su quelle, 'centrandola' nelle altre configurazioni. Questo approccio però risulta particolarmente fastidioso quando la schermata è mostrata su dispositivi cellulari e televisioni, e genera del distacco quando si ha a che fare con delle webapp.
Inoltre mente i contenuti grafici possono restare praticamente invariati su alcuni dispositivi come televisori e tablets, è invece consigliabile l'aumento della dimensione dei font, causando possibili modifiche grafiche.
Menu
La maggioranza dei dispositivi oggi utilizzati condividono fortunatamente degli schermi simili che permettono l'utilizzo dei menu tradizionali.
L'eccezione è data dai dispositivi cellulari che non consentono l'utilizzo di menu orizzontali, e sui quali è conveniente isolare i menu verticali a schermate o a popup isolati dal resto del contesto grafico, onde evitare all'utente la necessità di scrollare sempre oltre il menu. Ulteriore cura va inoltre riposta nella gestione dei menu multi livello che vanno suddivisi.